Giovedì 27 agosto la visita del Presidente della CEI: un incontro di fede e fraternità per la famiglia della Casa cottolenghina
In occasione dei solenni festeggiamenti che la Città di Trentola-Ducenta dedica al suo Patrono San Giorgio, giovedì 27 agosto 2026 la nostra Piccola Casa della Divina Provvidenza ha vissuto la gioia immensa di accogliere Sua Eminenza il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
È stata una giornata davvero speciale, destinata a rimanere impressa nella storia della nostra Casa e, soprattutto, nel cuore dei nostri ospiti. La visita del Cardinale ha rappresentato un momento di straordinaria importanza per l’intera comunità di Trentola-Ducenta e un’occasione di grande gioia per i nostri ospiti, per le Suore, per gli operatori, per i volontari e per tutti coloro che ogni giorno vivono e rendono possibile la missione della Piccola Casa.
A rendere ancora più significativo questo momento è stato il conferimento, da parte del Sindaco, della cittadinanza onoraria a Sua Eminenza il Cardinale Zuppi, le cui radici affondano proprio in questa terra di Trentola-Ducenta. Un legame di sangue e di terra che, in questa occasione, è diventato un autentico abbraccio di fede e di affetto con tutta la comunità. Sapere di essere nel cuore della Chiesa e nel cuore di tante persone che, per diversi motivi, ci onorano della loro presenza ci rende profondamente felici e ci fa sentire amati. È la conferma viva di ciò che il nostro Santo Cottolengo ci ha insegnato e che continuiamo a ripetere con fiducia: «La Divina Provvidenza non manca, non mancherà mai. La Provvidenza ha provveduto, provvede, provvederà».
Una casa preparata per accogliere
Con largo anticipo, Suore e operatori, coadiuvati dai volontari, hanno curato ogni dettaglio con grande dedizione, attenzione e amore. Ogni preparativo aveva un unico obiettivo: permettere a tutti i nostri ospiti di partecipare a questo incontro storico, di sentirsi parte di esso e, soprattutto, di viverlo da protagonisti. Perché per noi l’accoglienza non è mai soltanto organizzazione. È cura, è attenzione, è desiderio di fare sentire ogni persona importante e amata. E così è stato.
Alle ore 15.30, come da programma, il Cardinale è arrivato accompagnato da S.E. Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa. Ad accoglierlo nel cortile della Casa erano presenti la Direttrice della RSA e la Superiora, il Parroco, il Diacono, il Direttore Sanitario, una rappresentanza del personale e una rappresentanza del locale Comitato Festeggiamenti. Poi le porte della Chiesa si sono aperte. Un canto di gioia ha accolto il Cardinale, atteso con trepidazione da tutti gli ospiti, dalle Suore, dal personale e dai volontari.
«La Piccola Casa è grandissima e bellissima»
Antonio Cantile, Diacono della Casa, ha introdotto il momento di preghiera e di incontro. A seguire, Sr. Monica Gadda, Direttrice della RSA Cottolengo, ha rivolto al Cardinale un caloroso saluto, esprimendo la gratitudine di tutta la comunità cottolenghina e presentando la nostra Casa, la sua missione e il cammino di preparazione verso il grande appuntamento dei 200 anni dall’ispirazione carismatica ricevuta dal nostro Santo il 2 settembre 1827. Poi la parola è passata al Cardinale.
Con il suo stile semplice, diretto e profondamente umano, Sua Eminenza ha saputo entrare immediatamente nel cuore della nostra Casa. Le sue parole hanno raggiunto tutti e hanno dato voce a ciò che quotidianamente cerchiamo di vivere: «La Piccola Casa è grandissima e bellissima. È il luogo dove si impara che la cura non è una prestazione, ma fraternità. Qui si impara che tutti sono preziosi, non perché siamo grandi, ma perché il più grande è chi vuole bene». Parole che hanno assunto un significato ancora più profondo guardando gli ospiti presenti.
«Qui non si invecchia, perché c’è tanto amore»
Parlando della Casa di Ducenta, il Cardinale ha aggiunto: «Qui non si invecchia, perché c’è tanto amore. Tutti dovrebbero passare da questa Casa per imparare a riconoscere i doni della Provvidenza». Sono parole che abbiamo accolto come un dono prezioso. In esse abbiamo riconosciuto la bellezza della nostra quotidianità: una Casa nella quale ogni persona, con la propria fragilità e la propria storia, continua ad avere un valore immenso.
Il Cardinale ha voluto rivolgere un pensiero particolare anche ai volontari: «Ringrazio anche io i volontari. Tornano a casa con molto di più di quello portato perché hanno imparato la vita vera, cosa significa essere attenti ai piccoli, perché sono i più grandi».
Infine, un augurio che per noi è diventato quasi una benedizione e, nello stesso tempo, un impegno: «Auguro che questa sia casa, che porti tanto amore fuori, perché è proprio da qui che parte l’amore. Perché fuori, dove ci sono tanti grandi, c’è poco amore». Parole che custodiremo e che continueremo a raccontare ogni giorno ai nostri ospiti, perché ci ricordano la verità del carisma del Cottolengo: i più piccoli sono i più grandi agli occhi di Dio.
Un Cardinale che si è sentito a casa
Ma oltre alle parole, ciò che resterà maggiormente impresso nei nostri cuori è stato il modo in cui il Cardinale ha incontrato le persone.
Sua Eminenza si è sentito a casa. Lo si è percepito nei suoi gesti, nel suo sorriso, nella semplicità con cui si è avvicinato agli ospiti, nella disponibilità ad ascoltare e nel tempo che ha voluto dedicare a ciascuno.
È stato un incontro autenticamente umano. Il Cardinale ha salutato gli ospiti stringendo mani, regalando sorrisi, baci e parole semplici, ma cariche di affetto. Il suo sguardo amorevole si è posato su ciascuno con una particolare tenerezza. E proprio lì, nei piccoli gesti, abbiamo sentito il significato più profondo della sua presenza.
Per i nostri ospiti, stringere la mano al Cardinale è stato come sentirsi dire dalla Chiesa: “Voi non siete dimenticati. Voi siete preziosi”. È stato un momento di grande emozione. Gli ospiti hanno accolto la sua vicinanza con gioia, e il Cardinale ha saputo ricambiare con una familiarità e un affetto che hanno fatto sentire tutti ancora più parte di una grande famiglia.
Un incontro che diventa memoria
L’incontro si è concluso con la consegna di alcuni piccoli doni da parte degli ospiti e della Superiora, gesto particolarmente gradito dal Cardinale. Sono stati momenti semplici, ma profondamente significativi. La sua presenza ha portato nella nostra Casa un autentico messaggio di pace, vicinanza e amore.
Tutti hanno espresso la propria gratitudine per la sua visita e per la delicatezza con cui ha saputo incontrare la nostra comunità. Quella del 27 agosto non è stata soltanto una visita. È stata una giornata di festa, un incontro di Chiesa, un momento di fraternità e una carezza per il cuore dei nostri ospiti. Una giornata che ci lascia tanta gratitudine e una rinnovata speranza. Una giornata che conserveremo nella memoria e che racconteremo a lungo, perché ci ha ricordato ancora una volta che nessuno è piccolo agli occhi di Dio e che, là dove c’è amore, la Provvidenza si fa presenza concreta.
A Sua Eminenza il Cardinale Matteo Maria Zuppi va il nostro più sincero grazie per aver scelto di entrare nella nostra Casa, di stare con noi e, soprattutto, di lasciarsi incontrare dai nostri ospiti con quella semplicità e quell’affetto che hanno fatto sentire tutti profondamente amati.
Conserveremo nel cuore il suo sorriso, le sue parole, le sue strette di mano e quella bellissima sensazione che, per qualche ora, la nostra Casa sia stata ancora più grande perché abitata da una fraternità vera.
Di tutto e per tutto: Deo gratias, semper!
Alcune immagini della Visita del Cardinale Zuppi alla Piccola Casa di Trentola-Ducenta giovedì 27 agosto 2026:



























