Il concerto la sera di sabato 2 maggio al Teatro Politeama in occasione della Festa del Santo Cottolengo
La sera di sabato 2 maggio 2026 la Città di Bra ha vissuto un momento di intensa bellezza e profonda umanità in occasione della festa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo. Un evento atteso e sognato che ha saputo trasformarsi in realtà grazie alla passione, alla dedizione e alla collaborazione di molte persone, unite da un unico grande desiderio: costruire un’esperienza autentica di inclusione e condivisione.
Protagonista della serata è stato il concerto della band di percussionisti “Linfa Sonora”, giunta dal Cottolengo di Firenze. Un’esplosione di ritmo, sorrisi ed energia condivisa ha riempito il teatro, gremito di cittadini braidesi, ospiti, volontari, cottolenghini – laici e religiosi – provenienti anche da altre case. Un pubblico partecipe, coinvolto fin dalle prime note, che ha saputo lasciarsi trasportare in un viaggio fatto di suoni, emozioni e relazioni.
Determinante per la realizzazione dell’evento è stata l’organizzazione, sostenuta anche dal contributo di Alessandra, dipendente del Cottolengo e braidese di origine, che ha coinvolto molte persone, condividendo l’entusiasmo per un sogno che, passo dopo passo, ha preso forma fino a diventare realtà. Il risultato è stato un concerto curato in ogni dettaglio, capace di esprimere appieno lo spirito della Famiglia cottolenghina.
Il progetto “Linfa Sonora” nasce a Firenze come laboratorio musicale rivolto a persone con disabilità tra i 16 e i 65 anni, trasformandosi nel tempo in una vera e propria band di percussionisti. Un’esperienza che va oltre la musica: è un percorso di crescita, espressione e relazione, che affonda le sue radici nella tradizione antica del tamburo, linguaggio universale da sempre legato alla dimensione collettiva e al benessere di corpo, mente e cuore.
Il progetto è gestito e coordinato dalla Cooperativa Sociale Barberi Onlus, mentre la conduzione del laboratorio è affidata a Chiara Di Gangi, musicoterapeuta, musicista e artista fiorentina. Con grande sensibilità e professionalità, Chiara ha guidato i musicisti durante il concerto, coinvolgendo il pubblico e creando un clima di libertà e fiducia che ha permesso a tutti di superare anche quel naturale timore iniziale legato all’esibizione. Il risultato è stato uno spettacolo autentico, vibrante, capace di trasmettere gioia e senso di appartenenza.
La serata ha visto anche la presenza di numerose autorità: il sindaco di Bra Giovanni Fogliato, il dott. Amedeo Prevete, direttore generale delle Case di Assistenza della Piccola Casa in Italia, suor Carla De Feo, vicemadre delle Suore di S.G.B. Cottolengo, la direttrice della RSA di Bra Laura Costa e la vicedirettrice suor Marta Marini. Padre Carmine Arice, impossibilitato ad essere presente, ha voluto far giungere il suo saluto attraverso un video che ha aperto il concerto, creando un momento di raccoglimento e comunione.
Al termine dello spettacolo, il sindaco Fogliato ha preso la parola per ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questa esperienza, condividendo anche un ricordo significativo: il giorno precedente aveva accolto personalmente gli artisti e, dopo le prove, aveva camminato con loro dalla Casa natale del Cottolengo fino al teatro. Un gesto semplice ma carico di significato, che è diventato simbolo dell’intera iniziativa: un invito a camminare insieme, a costruire percorsi comuni, a testimoniare concretamente che l’inclusione è possibile e arricchisce tutta la comunità.
Anche il dott. Prevete, braidese, ha espresso gratitudine per la testimonianza di gioia e per lo spirito di accoglienza della città, mentre la vicemadre suor Carla De Feo ha sottolineato come questa esperienza dimostri che anche i sogni che sembrano impossibili possono realizzarsi quando si cammina insieme e si collabora con fiducia.
A guardare al futuro sono state infine Laura Costa e suor Marta Marini, che hanno lanciato una nuova sfida: immaginare per il prossimo anno uno spettacolo ancora più grande, capace di coinvolgere non solo gli ospiti ma l’intera città, valorizzando i talenti di ciascuno. Un invito aperto a tutti coloro che desiderano mettersi in gioco e contribuire a costruire qualcosa di bello e condiviso.
La serata si è conclusa con un gesto semplice ma significativo: a tutti gli artisti sono stati donati degli acquarelli – realizzati da Gery Ewens – segno di gratitudine e ricordo di un’esperienza unica. Un modo delicato e profondo per custodire nella memoria questo evento, che ha saputo incarnare pienamente lo spirito del Cottolengo: una famiglia capace di accogliere, includere e valorizzare ogni persona.
Un evento che non è stato solo uno spettacolo, ma un’esperienza di comunità, un frammento di quel sogno che San Giuseppe Benedetto Cottolengo aveva immaginato e realizzato nella Piccola Casa della Divina Provvidenza: un luogo dove tutti hanno posto, dove ciascuno è dono per l’altro, e dove la bellezza nasce dall’incontro.
Alcune immagini del concerto:

























